In mezzo alla depressione che ci sta cogliendo sempre più
inarrestabile in questi giorni ad Astrachan’ (in camera di notte dobbiamo usare
le candele, ieri sera niente acqua corrente e oggi per un po’ è andata via la
luce ovunque), raccontarvi di domenica scorsa è un po’ come pensare all’acqua
gasata nel mezzo del Sahara.
| Il grande Pietro Eldar Mennea |
Il nostro caro amico Eldar, studente russo di chimica, soprannominato
Pietro Mennea per le sue fulminee apparizioni e la corsa infaticabile (un
giorno ha seguito un autobus su cui eravamo di corsa e lo ha preceduto!),
nostro factotum personale/traduttore simultaneo in questi giorni
ci aveva invitato per una giornata di pesca sul Volga.
Facendoci la proposta, si è dimenticato di specificare l’invito a pranzo e a
cena dalla sua famiglia, ma far buon viso a cattivo gioco sta diventando il
nostro sport preferito qui in Russia.
| (Beatrice terrorizzata che ricorda l'esperienza...) |
Quindi domenica scorsa, verso le 11, veniamo accolti fuori
dall’università da Eldar e da suo padre, volenteroso nel tentare di fare
conversazione con persone quasi estranee alla sua lingua, e veniamo accompagnati
fino a casa loro. Al nostro arrivo la madre di Eldar, di professione medico,
sequestra la povera Beatrice in cucina per farsi aiutare con i preparativi per
il pranzo mentre noi uomini veniamo intrattenuti in salotto dal padre che ci offre addirittura da
fumare (disparità di trattamento che Marcello ha
molto apprezzato). Durante il pranzo ricevo il primo corso di imburramento in
Russia: vedendomi imburrare la pagnotta in maniera insufficiente, la famiglia
ha strabuzzato gli occhi dallo scandalo e ha subito pensato di mostrarmi la
grande passione russa per l’ingerimento di quantità pantagrueliche di burro. Beatrice
e Marcello mi guardavano mezzo inorriditi e mezzo divertiti (divertiti
soprattutto dal mio grido di dolore “Voglio morire” alla fine del pasto).
| Pesca doppia per "Il Dandi" De Giorgi |
| Il mio primo pesce |
E dove io ho scoperto la mia nuova ragione di vita: la
pesca. Probabilmente il mio entusiasmo è dovuto soprattutto al fatto che,
nonostante non avessi nessuna esperienza precedente, non appena ho preso la
canna in mano ho subito abboccato un pesce di discrete dimensioni - che a lungo
è rimasto la preda più grossa della giornata. Eppure questa strana disciplina,
che prima di domenica evocava nella mia mente solo immagini di levatacce
domenicali e infinite giornate con le gambe immerse nell’acqua fluviale, in un
solo pomeriggio mi ha affascinato con le sue lunghe attese, i suoi silenzi
placidi, la semplicità di quel filo lanciato nel fondo di un fiume profondo e
la gioia infantile del momento in cui si tira su il pesce appeso all’amo…
| Women of the match - Beatrice |
| Il primo luccio della giornata |
Per l’occasione abbiamo anche improvvisato un match
Russia-Italia di pesca: Beatrice si è particolarmente distinta per l’ottima prestazione
(io con la mia proverbiale grazia mi sono distinto rompendo una canna), e la sfida è stata più equilibrata del previsto, finché Maksim, compagno
di chimica di Eldar, rinominato Maksim Pescatore, ha preso due lucci di fila a
fine giornata, decretando la vittoria netta dei sovietici (come li chiamavano in Rai agli
Europei).
Ora, quel che segue dovrebbe essere il racconto dove si
narra delle disavventure di Marcello De Giorgi a cena dalla famiglia Akmaev,
dove, forzato dalla strana cortesia russa a trangugiare ripetute tazze di tè e
bicchieri di vino, il ragazzo ha più volte imprecato contro tutta la corte dei
Santi (ortodossi e non) perché lo liberassero dal peso che gravava sul suo
stomaco; ma penso che non ce ne sia troppo bisogno.
| La simpatica Baghera |
Ciò che rimane della giornata è la simpatia del padre di
Eldar, che sotto un bel gazebo di legno costruito con le sue mani come regalo
di compleanno per il figlio, in mezzo al giardino con piscina gonfiabile ed
orto coltivato, ci ha parlato dei 12 anni passati nell’esercito e ci ha
invitato ad una nuova battuta di pesca, e una foto della gatta di casa, la
tenera Baghera, molto soddisfatta alla visione del secchio pieno di pesce
fresco (anche se un po’ spaventata dalla macchina fotografica).
| I guess that this must be the place... (by De Giorgi) |
Io, alla gatta, lascerei mangiare tutto volentieri. A me il
pesce neanche piace.
P.s.: questa volta niente traduzione in russo perché qualche autoctono si potrebbe offendere...
bellessimo racconto... sembra quasi di essere lì, continua così ad aprirci finestre sulla Russia ..
RispondiEliminabravo checco..in bocca al lupo per questa nuova esperienza e continua a deliziarci con i tuoi racconti| un bacione.
RispondiEliminaHo conosciuto Eldar all'università di Venezia, dove ho assistito al suo esame di chimica organica e dove più volte ci siamo fermati a parlare nel vecchio giardino di Santa Marta... è bello averlo ritrovato anche protagonista di questo episodio.
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